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The Aravidu Dynasty of Vijayanagara, Vol. I v1.c35.s26.9.3

The Aravidu Dynasty of Vijayanagara, Vol. I v1.c35.s26.9.3

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English

v1.c35.s26.9.3

Va adesso studiãdo il guesedano, che è il latino de Brameni, et gia legge, et parla ragioneuolmª:. Piglia comunemª: occasione delle loro historie, p li confodere, et prouar che no possono esser molti Dei, ma un' solo, il quale è spirito, et non tien' corpo. gli ragiona a cosa della breuità della uita, della certezza della morte, delle pene dell' inferno, come fece particularmª: a uno de 4.° gouernatori del Naiche, il qual succesce nello stato al suo frẽllo magior, che pochi di auanti era morto, etfu quel che dono al Padre il piano per fabricar la nuoua casa, doue adesso dimora. Fu qsto signor gentile a uisitar il Padre p l’ amicitia che co lui teneua, et fu mezano, accio il suo frello gli desce quel piano. Il Padre comincio il ragionamᵗᵒ, con gli domãdar che era fatto del suo frello tanto nobili, et ricco, et da tutti stimato, et honorato, il quale per non hauer conosciuto la legge, et uia della salute, staua gia penãdo nell’ inferno, et gli parlo di questa materia, con tanto feruor, et sp(iritu,) che il giouanᵗᵒ. non potendo r g mesce il sentimento, et uolendo ritener le lagrime, prompe in un’ singulto, c(on) tanta copia di lagrime, che tutta la sua gente resto stupita, et marauigliata, et maggiormᵗᵒ; il P. Rubᵗᵒ. ueggendo (la) compuntione, et sentimento in un’ petto gentilesco ; et la fede, et credito che daua alle cose, che gli diceua.