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The Aravidu Dynasty of Vijayanagara, Vol. I v1.c35.s26: XXVIII. An Extract of a Letter of Fr. Alberto Laerzio to Fr. Claudio Aquaviva (Cochin, November 20th, 1609)

The Aravidu Dynasty of Vijayanagara, Vol. I v1.c35.s26

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English

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XXVIII. An Extract of a Letter of Fr. Alberto Laerzio to Fr. Claudio Aquaviva (Cochin, November 20th, 1609)

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AN EXTRACT OF A LETTER OF Fr. ALBERTO LAERZIO TO Fr. CLAUDIO AQUAVIVA

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Della Missione, et Residenza di Madurè.

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Accio messo si possa intender quello, che Dio N. S. si è degnato di oprar per spatio di qsti tre anni in qsta missioni di Madurè, dal mesi di Nouembre dell' anno di 606, nel quale il P. Rubto. Nobili fu mandato a quella residenza, sino a qsto presenti di 609., he uoluto far qsta informatione, et perche sia piu chiara, repetivo prima in breue, quello che gia si scrisse a V. P. nelle due annue passate; dipoi andarè seguitãdo quel' che nell' anno psenti è succeduto.

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La città di Madurè, che sta lontana da qsta di cochino cinquantana leghe per la terra dentro, restando nel mezzo le alte montagne, chi si chiamano il Gatte, è Metropoli delli stati, et terre del Naiche, il quall' è molto gran' signore di molte terre, uassalli, et ricchezze, et è come uno de i gran' Duchi di europa et ancor che non tenga titolo de Rè, ma solamente di capitano, che tanto ual qsta parola Naiche, tutta uia tiene molti Re tributarii, com il di Trauancor, di Manamadurè, di Tengange et altri, essendo egli ancora tributario del Re di Bisnagà, del quale è capitano, et si ribello con li stati che governaua nel tempo, che il Rè di Bisnagà in una rotta persi l' imperio, et tornãdo dipoi a ricuperar parte di quello, questo Naiche di madurè, et li due di Tangiaor, et di Gingia gli resero obedienza, com pagargli tributo in segno di vassallaggio; ma tuttauia restarono signori assoluti, molto potenti, et di gran' forze, perche ciascun' di loro mette in campo 300. elefanti di guerra fuera della molta gent' a pie, et a cauallo.

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Per causa de negotii de i Parauà com questo Naiche, che è signor della costa di Pescaria, son gia 17 anni che si fondo qsta residenza com casa, et chiesa assai buona, per dar' ancora con questo pretesto la prima luce dell' euangelio ai Badagà, i quali ben che restarono marauigliati della santità del Padre, et particularm te. della sua castità, non dimeno fuorono sempre disprezzando la legge che predicaua, come legge bassa, et uile, tenendo essi in questo concetto i Parauà et nostri Padri che la stanno per esser' Potughesi, li quali sono da loro stimati per la piu uile et bassa genti del mondo. Vero è che si marauigliano, et stupescono del soa animo, et ualore, et dell' atti heroichi, et gloriosi che hanno fatto, et fanno in guerra, i quali si come fanno per fama, cossi esperimentassero nelle sue terre, il che per star molto dentro la terra non puo essere, formerano altro concetto de Portu-ghesi. Si marauigliano ancora delle sua richezze, liberalità, apparato, et gentilezza nel uestire. Là onde intendo che la causa di formar aglino tal opinioni di Portughesi, fu il uederli beuer uino, et mangiar uacca, et lasciarsi toccare, et portare in lettica da i Parià che è tra di loro, genti abietta, et uilissima, la qual superstitione è in qsta gente inuiolabil', che una gente nobile non tocchi, ne tratti con altra men nobili; di manera che un Brameni si lasciara piu tosto morir di fame, che mangiar cosa fatta, o datagli per mano di alcuno, che non sia Brameni. Et per esser li gentili di Madurè venuti in questo concetto si basso del Padre che li dimoraua, in 14. anni di tempo non gli fu possibile far ne un solo xpiãno in una città si grãde, et populosa come è Madure, che diceuano che facendosi xpiãni perdevano la casta, et nobilta, et che si faceuano franghi, che cosi chiamano li Portughesi, et resteuno per sempre disonorati, et infami.

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( )trattar, con quei gentili, et nuoui xpiãni, et del lore feruor, et molta capacità, che non mi parece ragione impedir il frutto, che chiaramte. mostraua lo Spirito Sto. uoler oprar' in qlla gentilità, et cosi gli concessi piena licenza si Sdare alla scoperta, et di dar il battesº; a tutti qlli, che fossero chiamati da Dio, senza timore di qllo che potrebbe auenire sperãdo nell' aiuto, et fauor Diuº:, gia che Dio N. S. l' haueua scielto por qlla impsa. Et pche penso, che riceveranno piacere di saper il modo del suo uestire, mãgiare, et trattar co quei gentili, lo discriuero qui breuemente.

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Il uestito del P. Rubto. è una ueste longa sino alle piedi, qual chiamano Cabaia, di color bianco ue o il giallo: sopra di qsta un' come roscetto di tela piu fina del medesmo colo', et sopra il roscetto un' panno, o eosto, e dell' istesso color della cabaia; qual gle ua gettato per le spalle: in testa tiene un' panno di tela fina bianco a modo di berretta rotonda: a trauerso al collo un' cordone di cinque fili, tre di oro, et due di fil bianco, con una croce, chi gli viene a dar nel petto. Et cio fece il Padre per qsta causa, perche si come i Brameni, i quai sono i loro maestri in qsta guisa portano un cordone di tre fili, il qual' ancore che sia principalmte: segno della sua stirpe, è ancora in alcuna parte segno della legge che insegnano, cosi ancora uole il padre portar segno della sua legge spirituale, la qual fa professione di insegnar come

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publico maestro conforme al costuome della terra; perche li tre fili d' oro in un' cordone significano tre Persone diuine, et un sol' Dio, gl' altri dui fili bianchi, il corpo, et l' anima santissª. di xpo. N. S., et la croce è chiaro segno, di passione, et morte dell' iste(so.) Di maniera che in qsto cordone professa li misterii della della santissª: Trinità, Incarnªe:; et Redentione, Quanto al uitto il suo mãgiare, che è una sol uolta il giorno alle 22. o 23. hore, è riso, legumi, herbe, latti, et per nessun caso ha da mãgiar carne, oui, ne pesce, perche i Gurus Saniassi, che professano castità, guardano qsta legge nel suo mãgiar inuiolabilmª., ne per nesuna necessità, o infirmità per grave che sia despësano in carne, che qsti gentili si burlano di quei che dicono, che si puo consomar la castità mañiãdo carne. L' habitatione del Padre, è in una strada doue habitano la gente nobile;

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et per acgitar' maggior credito, non esci fuora di casa, ne pmette che altri lo ueggia, ne che gli parli qualsi uoglia psona, ne in qualsi uoglia tempo, ma dipoi, di ir la 2 o tre uolte et pregar il suo interprete, che lo lasci parlar con l' Aier, che è l' istesso che Signore, et finalmª: dipoi di si uendere molto caro, conforme all' uzãza del paesi, et per maggior riputatione, essendo eglino introdutti a parlar col Padre lo trouano che sta sedendo in un' loco alquanto eminëte, coperto con un panno rosso, e del color del vestito, auanti del quale sta distesso in terra un' altro panno rosso, et piu auanti una stoia di paglia fina. Tutti qlli che entrano, etiandio li piu nobili, et principali della corte, gli fanno riverëza alsãdo le mani giunte sopra la testa, et dipoi abassãdole con una profonda inclinatione, et quei che uogliono esser suoi discepoli fono l' istessa ceremonia tre uolte, et dipoi si postrano in terra, et si tornano a star' in piedi. Impero il Padre la lingua Tamul piu polita et cosi ben la pronutia che gli piu periti Brameni nella lingua non gli leuano uantaggio. Sa legere, et scriuere nell' istessa lingua, et gia ha letto molti libri delle sue historie, et mandato a memoria le cose principali della sua legge, et molti uersi de i loro piu famosi, et rominati poeti, de quali essi fanno gran' conto. Impero ancora molte cansonette, le quali canta con tanta ( ) et gratia, che causa a ciaschedun' che l' ascolta, ugual admiratione, et piacere.

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Va adesso studiãdo il guesedano, che è il latino de Brameni, et gia legge, et parla ragioneuolmª:. Piglia comunemª: occasione delle loro historie, p li confodere, et prouar che no possono esser molti Dei, ma un' solo, il quale è spirito, et non tien' corpo. gli ragiona a cosa della breuità della uita, della certezza della morte, delle pene dell' inferno, come fece particularmª: a uno de 4.° gouernatori del Naiche, il qual succesce nello stato al suo frẽllo magior, che pochi di auanti era morto, etfu quel che dono al Padre il piano per fabricar la nuoua casa, doue adesso dimora. Fu qsto signor gentile a uisitar il Padre p l’ amicitia che co lui teneua, et fu mezano, accio il suo frello gli desce quel piano. Il Padre comincio il ragionamᵗᵒ, con gli domãdar che era fatto del suo frello tanto nobili, et ricco, et da tutti stimato, et honorato, il quale per non hauer conosciuto la legge, et uia della salute, staua gia penãdo nell’ inferno, et gli parlo di questa materia, con tanto feruor, et sp(iritu,) che il giouanᵗᵒ. non potendo r g mesce il sentimento, et uolendo ritener le lagrime, prompe in un’ singulto, c(on) tanta copia di lagrime, che tutta la sua gente resto stupita, et marauigliata, et maggiormᵗᵒ; il P. Rubᵗᵒ. ueggendo (la) compuntione, et sentimento in un’ petto gentilesco ; et la fede, et credito che daua alle cose, che gli diceua.

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Si parti il gioua(ne) desideroso di udir’ altre molte le prediche del Padre, et pigliare il sentiero della salute, et promissi di farli dipoi di concludere alcuni negotii di importanza, perche va cercãdo settanta mila scuti per dar al Naiche per l’ inuestitura dell stato del suo frẽllo, al quale il Naiche accrebbe altre terre, et ua essẽdo ogni giorno piu fauorito del Naiche, p esser gia uani di belle parti, et anco di tante forze, che alza con li mani ( ) molto grande, et a fin di non le perdere tiene una sola moglera, il che li fara il negotio della sua conuersione molto piu ageuole.

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Procuro ancora il Padre, che arriuase la notitia del’ euangᵗᵒ: alle signori di altre terre, et a qsto effetto mando il suo interprete, per nome Giorgio, a un’ signore di Baraposano, che è una Prouincia lontana da Maduré ( ) per la te(rra) dentro, al quale scrissi una lettera in che gli diceua, che quei solamᵗᵒ: saluar’si possono, iquali cognoscono il vero Dio U(iuo) et esseruano la sua santa legge, et come egli staua apparegliarro per gli mostrat la uia che guida a la salute eterna. La resposta del gentile. La risposta del gentile migle si entendera per la copia della medesima sua lettera, che cosi dice. Fissãdo gl’ occhi per qlla parte doue stanno li piedi de V. S. il suo schiauo Ciaruavioualèm facẽdo riuerenza sriue, Ja tutto qllo che V. (S.) comanda sto pronto per seruirla sempre. He receuuto una sua con grãde piacere, et festa, in che me scriueua che des(i)deraua venir nelle mie terre, per m’ insegnare il diuino secreto, et qsto fu il principal negotio che V. S. mi scrisse ; ma per si ritrouar al presenti qsta terra con molte guerre, non puol’ essere ; ma come si acquite subito mandare (a) nuoua alli santi piedi de

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V. S., ei all' hora sia ella seruita di venire. Signor non riceua la sua uoluntà alcun disgusto, per gli dir, che tardi un poco in uenire, per star la terra in guerre, et morte. Jo non so per qual ( ) sorte sia accaduto, uoler V. S. venir qua : di tutto il successo gli mandaro de poi ragguglo con lettera.

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Nella stessa forma mando una ill P. Rubte. al Ré di Nana madura per inuitarlo, et ueder si uolesse udir le cose pertenecenti a sua salu(atione) come haueua auanti mostrato. L' interprete fu dal Re molto ben riceuuto, et tratto con lui delle cose di Dio, mostrand(o) gran' desiderio de ueder, et udir il Padre. In risposta della lra disse, che haueua da uenir a Madurè per uisitare il Naiche, et all' hora commodamte: trattarebbe col Padre ; et cosi lo fece, perche uenne il primo di Agosto, et tratto con i(1) Padre per mezano, et lo mando a uisitare un sue Bramene con molti compimenti, et segni di amicitia mostrad(o) ogni di Maggior desiderio di egli stesso ir' a parlar col Padre sopra il negotio di sua salute ; ma per causa di una infirmità che gli soprauenne si no a hora non l'ha potute fare. Era qsto Re anticamte: molto potēte, ma hora il Naiche gli preso molto terre. Et di buon ingegno, et molto desidera de si saluare. il che da grãde sperāze della sua conversione.

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Fra gli xpiani che il Padre fece, uni si chiama Alessio Hatebe, come habbiamo gia ditto. Soleua la madre di qsto giouan(e) e suoi pareti in certo tempo far' alcune offerte all' Idoli ; et essēdo gia uenuto il tpo vennroe i Brameni a dima(n)darle, ma come la mdre gia staua piu affetionata alle cose di Dio, che del Demo : gli mando in buona o mal' h(ora) et non gli diede cosa lacuna, del che non solam : i Brameni si lamentarono, ma ancora aminaciarono, che n( ) piglie ubbero buona uendetta, et non passarono molti giorni, che senti la donna darli un gran' colpo nell coll(o) senza ueder alcuna persona, et subito si ammalo si grauemte: che la tenniano per morta, et gia non parlaua, ne(n) faceua alcun' mouimto : Il figliolo magiore, che ancora era gentile, corsi con molta fretta a chie derai medio al Padre, il qual gli mando il suo reliquiario per Alessio xpiano, et ponendolo sopra il petto dell' infirma subit(o) torno en si, et lomādo, che cosa era quella, che l' haueua touata ; et finalmte : ricebe perfetta sanità dando gratie al Signore, che la libero dalla potestà del Demo : et perche ancora l' anima restasse libera, determino di far(si) xpiana, et a desso va imparādo il cathechismo, Ne fu minore il mouimto : che fece qsto miracolo nel figlio maggiore, perche subito comincio a impara la dottrina, et il giorno dell' Assutione della B. Vergine, si bath(eo, et) ua auanti con molto feruore, udindo messa ogni giorno, et recitando due o tre rosarii, il che so potra uederè dal caso seguenti, auanti del qual' contero un altro, che prima occorsi. Andaua questo giouane in mala conuerstione con una donna, dalla qual decideraua la madre di staccarlo, et non potẽdo per nesun' modo, fece uoto alla Vergina Maria, della qual gia haueua alcuna notitia, che gl' infioreria la sua cappella con rose, si il figlio lasciasse qlla mala occasione. Fatto il uoto di tal maniera si moto il cuore del giouane, che gia mai non puose udir nominar qlla donna, il che rigognoscendo la madre per beneficio della Madonna, mando le rose alla chiesa, et gli fu qsto grande motiue per si conuertire. Il caso doque del giouanne, che poco fà diceua, fu qsto.

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Alle 23 : di Settẽbre, giorne consecrate a un' Idolo, per nome Anadà, cosumaua Casturu Naiche. è qsti un Signor principal, in corte del qual staua il giouane del qual parliamo, et si chiama Visuada, digiunar, et pigliar un cordone di seta da i Brameni, il qual tutto l' anno portaua legato al braccio, sin' che gli desseri un' altro. Fu Visuada al Palazzo conforme all' oblige che teneua, et gli domãdarono gli Brameni si digiunaua, al che rispose che no, mà essi gli feceuano forza dicẽdo, gia che Casturu digiuna, et è deuoto di Visnu, uoi ancora lo douete essere ; ancorche cento di uoi altri mi predichino, non mi faranno gia mai far cosa contra il douersi: al Naiche nelle cose che toccano al corpo gli seruiro io di molto buona uoglia, ma nelle cose che apartengone all' anima, non e egli mio signore ; ei si mi comãda cose alcuna contra qlla non l' ho da far ber niun' caso. Dissero all' hora i Brameni al Naiche, che non era ragione, che Visuada stesse in sua casa, ne uedesse mai la sua faccia, perche rinegaua gli Dei dicẽdo di piu ( ), che era molto graue peccato i mirar nella faccia di Visuada, al che eghi rispose, anzi a mi parce che è grande peccato i mirar nella uostra, che di certo hauete d' andar' a casa del Dem° : ; ignorano che non sapete niente. Occorsero molte altre particolarità, nelle quali si prouo la constanza di qsto giouane, et principalmente coi nom uoler riceuere in neuna maniera il nuouo cordon di Visnu, che Casturu gli daua ; anzi dicẽdogli il Naiche che era di qllo dell' anno passato, rispose che l' haueua fatto in pezzi. et gittato per terra.

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Il mese di Giuglio di 608. stãdo nel principio della notte un' Mahomettano con altra gente, tra quali èra il xpiãno chiamato Alberto, apparee al ditto mahomettano il Dem° : in figura humana, et il timor, con che resto ispantado ben' mostro qual qual fusse la uisione, et dicendole al christiano che iui staua, egli li fece nella fronte il segno della Sᵗᵃ : croce, il che fatto il Demᵒ : con molta colera gli disse, con esta arma che ti diede quell' huomo tiua bie, d' alra maniera io pigliaua hora vendetta di se domandogli il Mahomettano, di chi era quell' arma; al che rispose il Demᵒ : che era arma di Dio onnipotente, dal qual era stato creato, et il Mahomattᵒ : et egli medesimo, et cio ditto dis-parece.

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Nell' istesse tempo entro il Demᵒ : in un gentile in psẽza di molti, et arriuãdo la Alberto, in cui tutti riconosceuano poter contra il Demᵒ : lo pregauano che gli fecesse alcune interrogationi. La prima cosa che gli domando fu si qllo che il P. Rubᵒ : insegnaua era uerità, et si era uero maestro. Rispose il Demᵒ : che il Padre era huomo di grande autorità et che qllo che insegnaua tutto era uerità. Demãdo di piu il xpiãno si qllo che il Padre hauia cominciato anfaria uanti al che rispose, che nel principio farebbe poco ma che dipoi di tre anni farebbe molto, et che l' impsa che haueua comincia-(to) anderebbe in grande aumento del che tutti retarono marauigliati, et bem puol' essere, che il padre de la mentiyra dicesse il uero del progresso di qsta missione, come p forza lo disse della uerità, et bontà della dottrina del Padre.

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In Agosto de 608. uenne un' gentile per si catechizare di bel giuditio, et tal si mostro subito nelle cose della nra santa Fede dandogli tanto credito, che, non che non uolse mai piu por cenice nella fronte, ne conxentir che tre figlioli suoi se la ponessero, facẽdo grand' instanza al Padre che lo battizasse subito. Ma il Padre per far proua della sua costanza gli prolongo il tempo. Continuo il gentile con le prediche del Padre, della quali si seruiua poi per disputar con li gentili. Cadde qsto huomo infermo, et con i figli insieme, et ume alcuni dicono entro il Demᵒ : nel maggior di loro ; et uenẽdo i Brameni con cenice per le sue superstitioni, li butto il buon catecumeno fuora di casa et mando achiedere alcun' reimedio al Padre, dicẽdogli che qsto era inuentione del Demᵒ : ma che egli staua de(ter)minato, di piu tosto morir, che far cosa che fusse ( ) alla legge del uero Dio. Il Padre mando la Aless(o) con l' acqua benedetta, ei con l' euãgᵒ : di S. Jiouᵗ : scritto, con la qual medicina se gli fu la febre, et restaron(o) tutti sani, et certificati della uerità della nra Sᵗᵃ. Fede.

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In una lrã, che il P. Rubᵒ. mi scrisse alli 25. d' Ottobre di 608. diceua. Un Raggiu molto nobile, il quale mostra essere di 40. anni, uenne molte notte alla porta della mia casa con grande sentimento, et parlãdo con il patron di quel piano, gli disse, che gia era uechio, et che la sua morte era uicina; p cio lo pgaua con grãde instanza che lo uolesse far parlar con il mio interprete, accio l' introducesse a parlar meco per poter esser mio discepo(lo) e sēdo che molti gli diceuano in qsta città, che io insegnaua la legge dell' eterna salute. Finalmᵗᵉ: io lo fe-entrar et egli gittandosse alli miei piedi con molta deuotione mi scoperse i suoi desiderii, iqual i erano di essere incamin(ato) per il uero sentero della salute. Parlai con questo uechio molto tempo parendome di buon' ingegno, et pruden(za) et la conclusione fu, che udisse il Cathechismo, et promisse, de cosi lo farebbe, et insieme procurerebbe che molti (al)tri Rgiu, che stanno sotto di lui fossero suoi discepoli.

v1.c35.s26.19

Un altro Balàla maestro con extraordinario feruor mi venne a pregare che lo insegnasse. Credo che senza dubbio n(on) hauerebbe V. R. potuto ritener le lagrime, ueggendo con quanta deuotione qsto gentile le spargeua, quando stãdo prostrate aali mei piedi caldamᵗᵉ: mi pregauache lo saluasse. Al psẽte ua udindo il catechismo, et forma buon conce(tto) delle cose di Dio N. S.

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Hora daro conto di qual che successe a Badamurti signor di qsto piano, nel qual io habito, il qual' gia era catecume-n(o). Alli 23. d'Ottobre di 608. doppo pranso pesse in tutto la parola. Fui io a sua casa, et lo ritrouai che staua in agon(ia) de morte. Subito lo battizai, et di li a poco tempo si leuo in piedi, et abraciando li miei piedi con molte de(uo)tione disse, che a Dio, et a me devea la uita. Et aggiunse che stauano iui alcuni huomini, che serian(o) Demonii, de quali uno lo uoleua strãgolare, et non gli lasciaua formar parola, un' altro gli rompeua le gamb(e) un' altro gli diceua che la finisse presto per lo poter leuar uia. Staua il pouerello in qsto traua-glo, et contras(te) quando io giunse; ma con la uirtu del Sᵗᵒ legno, che gli posi al collo, et dell' acqua benedetta, sub-ito li Demon(ii) fuggirono. Resto egli molto debole, et fiacco, con la gola tanto indebolita, che non poteua dir parola, et facẽd(o) mi di cio cenno gli feci il segno della sᵗᵃ croce sopra la gola, et subit ocomincio parlar, et io gli dissi (che) gia l'haueua battizato, al che ripose, che molto ben lo sapeua, et che qlla era la sua uolontà. Torno hier' l'altr(i) di nuouo a star male, fui a dir messa p lui, et quãdo la cominciaua mi dissero, che staua spirãdo, et finindo io la messa mi diedero nuoua, che gia staua bene, come hora sta senza febre, et hoggi venne a udir messa. Ha posta nelle mie mani tutta la sua famiglia, accio li dia il sᵗᵒ battesimo, nella qual stanno piu di uen(te) persone. Egli è huomo di tanto credito, et stima, che speriamo p suo mezo si conuertino molti a Dio N. S., Sino aq la del P. Rub° Dipoi della quale mi scrisse dell' altre, dandomi ragguaglio di qllo che Dio N. S. fu oprando, et pche p le sue ist( ) si intēdera piu chiara, et dis-tintamᵗᵉ: il tutto, li porro q disteramᵗᵉ: nella maniera che stanno.

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Copia di una Lettera del P. Ruberto Nobili al P. Prouᵗᵉ: del Malauare de 24. di Decēbre 1608.

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Sono obligato a dar sempre conto a V. R. di qllo che Dio N. S. uao prādo in qsta nuoua missione. Gia scrissi, come dipoi (la) partita di V. R. di qsta città nel fin di settembre haueua battizato quatro persone; cio è Badamurti che è il signor di qsto piano, doue sta la mia casa, al quali trio diede la sanità miracolosa mᵗᵉ: Christinada, che è un, maestro statuario, che faceua Idoli, et altri lauori, molto eccelle(nte) nella sua arte, et dal Naiche, et da tutti i signori di Madu(rei) molto stimato. Il 3°: fu il nro giouane Golor frēllo del portinaio maggior del Naiche. Il 4°: fu un huomo nobile che V. R. non lo conosce, per non l' hauer uisto nel tempo, che quiui stette. Adesso nel giorno dell' Apto S. Tomaso battizai noue; cioe li tre frēlli di Badamurti, et due suoi figlioli. Il Calistu che uenne a udir una pdica del Catechismo, quādo qui staua V. R., il quale mostraua molto feruore, et con lui battezai' il padre, et due suoi figlioli, un' picciole di cinque, o 6. anni; et un' altro maggiore. Il Calistu, et suo padre, essēdo ancora gentili erano molto deuoti dell' Idoli, et sue ceremonie, et tanto che dicendo Calistu, à suo padre, che haueua parlato un esso meco, et che io insegnaua una legge spiritual, la qual gli parecia la uera; disse gli il uecchio, che non sapeua cosa alcuna, et che egli parlerebbe con esso meco, et mi conuin-cerebbe, et mi farebbe ( ). Venne il buon uecchio accompagnato dal suo figliolo, et ancorche nel proncipio uolse argumētare, et disputare, resto non ( ) cosi appagato delle ragioni, che io gli diedi della legge di Dio, che mi apporto grandissima consolatione il ueder qnto con-corre Dio N. S. con qsta gente. et cosi fu continuādo egli con il suo figliolo in udir le prediche con tanto feruor, et formarino si buon concetto delle cose di Dio, che mi obli-garono a non gli differir il Sᵗᵒ: battesimo. Il uecchio essēdo gētile teneua una casa solamᵗᵉ: palbergar' li pellegrini, nella qual teneua un Pādara, accio lesse acqua a tutti li pasag-gieri...

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